< Indietro

Il concordato preventivo con riserva, disciplinato dall’art. 161 co 6 lf, introdotto dalla legge n° 134/2012, è spesso denominato “concordato in bianco”, molto impropriamente dal momento che nella versione introdotta dal decreto legge 21 giugno 2013 n° 69, la riserva riguarda ormai il piano del concordato e la proposta di concordato preventivo, oltre allo stato analitico ed estimativo delle attività, all’elenco dei titolari dei diritti reali o personali su beni di proprietà o in possesso del debitore, e infine la stima del valore dei beni e l’elenco dei creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili; insieme con la domanda di concordato preventivo con riserva vanno depositati l’elenco dei creditori e gli ultimi tre bilanci.

Il deposito della domanda di concordato con riserva blocca le istanze di fallimento, le azioni esecutive e cautelari sull’impresa e consente di depositare la domanda di concordato in un periodo di tempo fissato dal Tribunale tra 60 e 120 giorni, ulteriormente prorogabile.

È significativo che la domanda di concordato debba essere depositata con l’allegazione di una relazione di un revisore legale, indipendente, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano di concordato.

Sono ora previsti obblighi informativi mensili sull’andamento dell’azienda e sulla sua situazione patrimoniale, da depositarsi presso il Tribunale, considerando inoltre che il Tribunale medesimo può nominare da subito un ausiliario del Giudice o il commissario giudiziale.

L’imprenditore rimane titolare della gestione dell’impresa, ma deve chiedere il consenso del Tribunale per gli atti di straordinaria amministrazione. Al Tribunale si può fare altresì istanza per attenere lo scioglimento dei contratti non più utili alla gestione dell’impresa in concordato.

È molto interessante il profilo di automaticità del blocco delle azioni fallimentari esecutive e cautelari a carico dell’impresa, in seguito al deposito della domanda di concordato con riserva; l’imprenditore che si trova aggredito e ha bisogno di protezione le ottiene dal Tribunale necessariamente per alcuni mesi, semplicemente seguendo le prescrizioni dell’art. 161 co 6 lf; ottiene così la possibilità di avere il tempo per salvaguardare l’impresa e anche gli interessi dei creditori con una adeguata domanda di concordato preventivo, orientata sulla base di scelte meditate.