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CONCORDATO PREVENTIVO DI GRUPPO: UNA SOLA ADUNANZA PER TUTTE LE SOCIETA’ O TANTE ADUNANZE SIMULTANEE?

Nonostante l’assenza di specifiche disposizioni nella legge fallimentare, la giurisprudenza si occupa frequentemente del “concordato preventivo di gruppo”.

Si tratta del concordato preventivo dove più società o imprese controllate da un imprenditore, individuale o societario, propongono a tutti i creditori delle singole imprese una sola proposta di concordato preventivo, destinata ad essere soddisfatta dai patrimoni di tutte le imprese del gruppo , considerando un’unica massa attiva, un’unica massa passiva e una sola modalità di soddisfazione per tutti i creditori, considerati creditori di gruppo.

Normalmente le imprese del gruppo vengono fuse o accorpate in una sola entità societaria, che diviene il centro di imputazione del concordato preventivo.

Le società del gruppo presentano quindi in un unico ricorso al Tribunale competente la medesima proposta di concordato preventivo, presentandola insieme ad una società che le accorpa con fusione o cessione sottoposte alla condizione sospensiva o risolutiva dell’intervenuta omologazione del concordato.

Sorge il problema relativo all’adunanza dei creditori, se debba essere unica con una sola votazione oppure plurima, cioè composta di tante adunanze contestuali relative alle singole imprese del gruppo.

La differenza non è di poco conto in relazione alle conseguenze: nel primo caso, con unica votazione, sarà sufficiente conseguire una volta sola le maggioranze previste dalla legge, nel secondo caso la proposta di concordato dovrà prevalere con le maggioranze previste in ciascuna delle adunanze simultanee, con la conseguenza che la reiezione della proposta anche in una sola di queste comporterà il rigetto della domanda di concordato “di gruppo”, con il probabile fallimento di tutte le società/imprese del gruppo.

Un recente decreto del Tribunale di Ferrara, di fronte alla proposta di concordato di gruppo di sette società che l’avevano sottoscritta nella previsione di fondersi in un’unica società all’esito dell’omologazione del concordato, ha optato per l’ammissione con unico provvedimento della proposta concordatizia all’adunanza dei creditori con votazione separata per ciascuna delle società del gruppo, sicchè il concordato ha dovuto essere approvato sette volte, tante quante erano le società richiedenti.

Viceversa altro decreto del Tribunale di Palermo si è orientato in senso opposto, poche settimane dopo quello del Tribunale di Ferrara; a fronte di 14 società di un gruppo produttore di vini che proponevano un concordato di gruppo tramite la realizzazione di una sola società che accorpava tutte le società e imprese del gruppo, sotto la condizione risolutiva della fusione rappresentata dall’omologazione del concordato, il Tribunale ha disposto l’ammissione all’adunanza di tutti i creditori del gruppo, chiamati a votare tutti insieme per l’unica proposta concordataria presentata dalle società e dall’incorporante delle stesse.

Il diverso orientamento è probabilmente dipeso dalle diverse clausole inerenti gli atti di fusione delle società dei due gruppi: al Tribunale di Ferrara le società richiedenti hanno presentato come società attuativa del concordato una società conseguente alla fusione delle stesse, il cui atto di fusione era sottoposto alla condizione sospensiva della omologazione del concordato; viceversa l’atto di fusione delle società del gruppo enologico palermitano era sottoposto alla clausola risolutiva della mancata omologazione del concordato.

In altri termini , la fusione delle società ferraresi sarebbe divenuta effettiva dopo il provvedimento di omologa, mentre la fusione delle società palermitane era già operante al momento dell’adunanza dei creditori; di qui gli opposti ragionamenti dei due tribunali.

Tuttavia sembrerebbe più opportuno considerare, ai fini dell’adunanza dei creditori e delle maggioranze necessarie, non un ragionamento formalistico, ma una valutazione sostanziale del concordato di gruppo che viene di volta in volta proposto, quale gestione integralmente unitaria della procedura concorsuale, indipendentemente dalle modalità con cui tale gestione viene effettuata, ma considerando l’unità del piano di concordato cui le diverse imprese e società del gruppo che richiedono il concordato fanno riferimento.